Sacri Cuori – Delone

Sacri Cuori

Sacri Cuori - DeloneGlitterbeat, 14 t.

Scenari che, altrove, visti da occhi neanche tanto diversi, potrebbero essere meramente configurabili nell’ottica del tex-mex, ma che non sono solo pregni di polvere e speroni. Una fetta di Italia, una di America, un fare da conquistadores sonori che non colonizzano, ma fanno proprie determinate influenze e costruiscono una colonna sonora non meramente cinematografica. Un’unicità che è prerogativa dei Sacri Cuori in quanto musicisti italiani eppure cittadini del mondo, tra i pochi davvero degni di essere considerati, oggigiorno, cosmopoliti. Da Douglas and Dawn (2011) fino a Rosario (2012) il cammino della band di Antonio Gramentieri si è fatto oggetto di vari cambiamenti e maturazioni decisamente irresistibili, e con Delone raggiunge un ulteriore picco, dando luogo ad un cerchio di piccole storie connesse tra loro: surf spionistici dalle tinte messicane (Bendigo), tribalismi fatti di Moog e Farfisa (Madalena), bosse nove come serenate malinconiche (Dirsi addio a Roma), raffinatezze lounge accelerate, con un fare da spiaggia (La Marabina), se non colme di sensualità da belle epoque (Cagliostro Blues), divagazioni jazz (El Comisario), narrazioni a mò di folk post-moderno (Billy Strange) contrapposte a catatonici e carcerari spoken word (Snake Charmer) e silenziosi fischi e mormorii (Portami via), se non grooves sinergici (Serge) su cui si concentra il filo conduttore ad un altro fondamentale ruolo, quello ricoperto dalla voce di Carla Lippis, nuova entrata che permea di seducente saudade brasileira Una danza, favorisce l’andamento esotico, sexy, di una rumba in francese come Seuls Ensemble, canta dei blues fatti di ritmi cadenzati, maracas e glockenspiel, come Dancing (on the Other Side of Town), e si scatena in ballate tipicamente westerniane, quella title track in cui lo spirito di Nancy Sinatra sembra andare a braccetto persino con certo country. Un quadro affascinante, internazionale a tutti gli effetti, quello di Delone: un quadro da ammirare più e più volte, e che vede in ospiti come Marc Ribot, Evan Lurie (The Lounge Lizards), Steve Shelley (Sonic Youth) un doveroso tocco di classe. Per l’ennesimo centro da parte dei Sacri Cuori.

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