Almamegretta – EnnEnne

Almamegretta

Almamegretta - EnnEnneGoodfellas, 10 t.

Dove già si è osato e conseguentemente riuscito è difficile, forse impossibile, andare in pari come un tempo, una volta fattisi uomini. Da un paio d’anni, con il rientro di Raiz in pianta stabile, sembra che gli Almamegretta siano pienamente consci di una simile condizione e sanno cosa significhi mantenere una certa dignità. Alla luce di ciò ci si scordi del tutto la presenza di un nuovo Sanacore con l’album in esame, perché su EnnEnne ci sarebbe molto da dire, soprattutto che illustra una sfida, da parte di una band nuovamente in vena di autoproduzioni, maggiormente ardua rispetto a quella vinta quasi completamente, malgrado Sanremo, nel precedente Controra. Ma proprio in quanto sfida non ci vuole molto perché, pur senza che a spiccare sia l’innovazione facente allora da loro fiore all’occhiello, riveli i suoi elementi vincenti, in primis il ritorno al mix di sua maestà Adrian Sherwood. È un’introspezione che, nei dieci brani risultanti, vive di luce piena in particolar modo nel ricordo di quel Napoli Trip condiviso con i Massive Attack di Karmacoma due decenni fa, sedimentatosi definitivamente nel refrain di una lenta e rilassata Curre core, nell’incalzante sezione ritmica, unita alla voce di Cristina Donadio, che sottende Votta a passa’, nel soffuso ticchiettio dietro cui si cela un blues elettrico e distorto, quello di ‘A gente, e nella marcia in più che riceve la rilettura di Ciucculatina d’ ‘a ferrovia di Nino D’Angelo, dove il dub è protagonista più che mai. Proprio su quest’ultimo ben si reggono l’avviluppante excursus old style di On the Run e l’affascinante coacervo tra funk e r’n’b che si legge tra le righe di Gimmeurlove, mentre la componente tradizionale ha la meglio sia nel reggae portante, lievemente mediorientale, di Scatulune che nel botta e risposta spaziotemporale tra Raiz ed uno dei fondatori della Nuova Compagnia di Canto Popolare, poi Musicanova, quel Carlo D’Angiò la cui diatriba è al centro di Musica popolare, così come gli echi rock che entrano violentemente in quel di Tiempo niro, condivisa con Lucariello, e la frenesia afro da strada di ‘O ssaje comm’è, non sacrificano affatto quello spirito grintoso e fuori dagli schemi tipico dei primordi, anzi, lo attualizzano. Gli Almamegretta di oggi sono così, prendere o lasciare. Ma certamente meglio prendere, visto il buonissimo lotto risultante proposto da EnnEnne, quel che si suol dire invecchiare con stile.

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