Black Eyed Dog – Kill Me Twice

Black Eyed Dog

Black Eyed Dog - Kill Me TwiceGhost, 10 t.

Ad improvvisi cambiamenti, una volta che si si specchia in quell’altra Sicilia dallo scorso decennio in continuo mutamento dallo scorso decennio, possono certamente costituire improvvisi stalli. Non sempre, evidentemente, visto che per i Black Eyed Dog, dopo Too Many Late Nights e l’EP Early Morning Dyslexia, con l’arrivo dietro le pelli di Giusto Correnti, fermarsi non è lecito. Kill Me Twice, loro quarta fatica in studio, ne ha di sorprese dietro l’angolo, perché se Heartbreaker può far pensare ad un lavoro dalla maggiore accessibilità, in contatto con la dimensione pop, sta al resto del lotto smontare una simile ipotesi: là dove non manca l’anima rock’n’roll, sopita eppur pestante e macinante per Starsailor Road, né tantomeno quella blues, che dalla basilare M.J.R. diviene sporca, grezza e tirata una volta sopraggiunta Widow Man, fino ad un mutamento tramite il cadenzato contrasto tra drum machines e distorsioni di Sicily/New Orleans, la band di Fabio Parrinello si avvicina a sonorità pregne di acidità mista new wave, il cui graduale processo di fusione si ripete andando da Second Hand Mother all’incalzante Miss F#%kbook, fino a 1000 Dark Days, per poi andare pendant con la cupezza che permea il folk elettrico di Litter Doll, ma anche la ballata per pianoforte Blind Dive, tra Cave e Lanegan. Un ibrido attraverso cui il trio siciliano, semplicemente, ne guadagna in qualità e rilevanza, un doppio calcio frontale scevro da distinzioni: Kill Me Twice, appunto.

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