Hungry Like Rakovitz – Nevermind the Light

Hungry Like Rakovitz

Hungry Like Rakovitz - Nevermind the LightBlasphemy Worldwide/Shove/Drown Within/Dingleberry/Controcanti/Icore, 12 t.

Basterebbero due parole come “distruzione totale” per descrivere, in maniera tanto sommaria quanto efficace, l’ultima fatica da 23 minuti e 15 secondi degli Hungry Like Rakovitz. Li avevamo più o meno lasciati all’uscita di Inevitable Return to Darkness, ormai reliquia su nastro andata a ruba, contenente una ghiotta anticipazione di quello che sarebbe stato Nevermind the Light, rilasciato, quasi fosse un ordigno nucleare, qualche mese dopo.

La verità è che, per quanto si possano analizzare e sviscerare i mille rimandi stilistici, le mille sfuriate vocali e liriche, questo disco rimane inaccessibile al giudizio. La maturazione che ha portato il combo bergamasco a superare il gradino che separa il presente da The Cross Is Not Enough (precedente concentrato di morte datato 2013) è forse l’unica cosa su cui una recensione si potrebbe arrogare il diritto di proferire parola. Il gap, per quanto il primo lavoro permanga una pietra angolare dell’universo estremo (giusto per sintetizzare i mille generi a cui i nostri mettono mano) italiano e non solo, è sensibilmente percepibile in alcune scelte di produzione e registrazione che conferiscono al nuovo lavoro una patina oscura, asfissiante.

Se gli aspetti tecnici sono piacevolmente notabili, giudicare il contenuto è molto più complesso. La schizofrenia hardcore, già marchio di fabbrica del quartetto, si perde con sulfurea facilità in nevrosi black-doom, creando pattern sempre spiazzanti, contorti, viscerali. Le due schegge sequenziali Trophies, Not Prisoners/Pagan Terrorism (Obscuritate III) sono un ottimo modo per approcciare questo punto di vista: l’abisso che separa i due brani è talmente profondo che, paradossalmente, passa inavvertito, tanto l’avvicinamento caotico degli estremi è diventato paradigmatico del modus operandi Rakoviztiano.

Nevermind the Light, senza sprecare il fiato in labirinti di parole, è un disco perfetto. Il processo di crescita e miglioramento ha portato frutti oscuri e magnifici. Blasfemia assassina a 666 bpm. Capolavoro.

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