Mercury Rev – The Light in You

Mercury Rev

Mercury Rev - The Light in YouBella Union, 11 t.

Più che reinventarsi, nel momento in cui si è consapevoli del fatto che i tempi di Yerself Is Steam (1991) e Deserter’s Songs (1998), apici di fasi differenti, siano belli che finiti, non è necessario girare intorno a quel passato solo con l’intento di scimmiottarlo, essendo quel che è stato scritto impossibile da riscrivere. C’è da essere consapevoli di come in certi casi dignità e personalità, anche quando il risultato sono delle belle canzoni, non ineccepibili, ma certamente belle, valgano molto più del resto. A tal proposito, nonostante qualche scivolata, i Mercury Rev non fanno affatto eccezione a ciò e a sette anni da Snowflake Midnight la rottura di silenzio in esame pare confermarlo: The Light in You non è solo la loro ultima fatica in studio, ma anche la prima per cui a farsi interamente carico sono i due punti fermi per eccellenza della formazione dagli esordi fino ad oggi, Jonathan Donahue e Sean “Grasshopper” Mackiowiak. Ne conviene come, oltre all’elemento orchestrale, ad assumere un certo valore in capitolo sia la mai abbandonata, eppur spesso velata, indole cinematografica, da colonne sonore basate su un connubio tra musica e parole, che attraversa più ambiti: The Queen of Swans, con la sua accezione autunnale, è tipicamente dreamy, ma acquista gradualmente un tono maestoso e tirato, una corposità che proprio per questo rende il tutto assai gradito, quasi di matrice prog, come in un bivio le cui strade finiscono per reincrociarci una volta che a sopraggiungere è la ninna nanna Amelie; il pop viene adeguatamente messo a fuoco grazie a Moth Light; Rainy Day Record, con la sua indole festosa, frulla qua e là un po’ di espedienti indiani; ma a sbalordire, oltre al loop di fingerpicking al centro di Central Park East, il cui crescendo porta alla luce un coacervo di vibrazioni che non fatica a ricordare i Rev che furono e porta il brano a risultare tra i maggiormente rilevanti dell’attuale fase della band, sono il vispo e frenetico andamento di Emotional Free Fall, l’inaspettato ed incalzante funk’n’roll di matrice poliziesca di Sunflower ed una Are You Ready? che nel suo midollo cela quella venatura rock non del tutto morta. Se persino nei momenti più ondivaghi e negli esagerati voli pindarici, rispettivamente quando si tenta una fusione di canti di usignoli (l’eterea e sfarzosa Coming up for Air) in salsa post-rock (You’ve Come with So Little for So Long) la sensazione apparentemente ondivaga e in determinati azzardi dal cuore sinfonico e non (Autumn’s in the Air) pian piano si arriva al raggiungimento di un equilibrio, i fatti determinano come i Mercury Rev di oggi mantengano alta la testa: The Light in You non è un capolavoro, ma è un lavoro dignitoso che merita i suoi ascolti e consegna un gruppo maturo e non per questo imbruttitosi. Non è cosa da poco.

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