Remida, dal singolo “Gli spostati” alla svolta elettronica con “Luce delle stelle”: la nostra intervista

Una band giovane ma con già un ricco bagaglio musicale, di esperienze e di concerti.

Cresciuti tra Modena e provincia, i Remida hanno saputo imporsi sul territorio come una realtà solida e matura, ottenendo ottimi riscontri da parte di critica e pubblico. Nel 2008 viene pubblicato “Sentimenti Fragili”, esordio discografico della band, che proietta i cinque ragazzi per la prima volta  nella dimensione professionale della musica. Il disco viene registrato per la Dude Music a Correggio, nello storico studio di Luciano Ligabue, prodotto da Stefano Riccò (fonico che ha collaborato con Ligabue, Elisa, Corrado Rustici, Fabrizio Barbacci tra i tanti) e Alessandro Bartoli (Dj dei RIO). Altro ce lo ha raccontato la voce della band, Davide Ognibene in questa intervista.

Remida, come e quando nasce il vostro progetto musicale? Perchè questo nome?

Il progetto nasce più di dieci anni fa, uno di quei progetti che nascono sui banchi di scuola, quando hai una grande passione per la musica, pensi a fare qualcosa di tuo anche per il futuro, qualcosa che sia tuo unico e originale. Il tutto è nato quasi naturalmente dapprima con il bassista (Mattia La Maida) e poi pian piano abbiamo coinvolto anche gli altri che ci hanno seguito e si sono uniti di conseguenza. Il nome Remida nasce casualmente, nulla a che vedere con la mitologia e il significato in senso stretto di Re Mida, nasce in realtà dalle note musicali, un’assonanza di note che è re-mi-do. Il trasformare tutto in oro non centra assolutamente nulla. Ci è piaciuto ma abbiamo deciso di metterlo tutto attaccato pensando in questo modo di evitare che gli altri ci chiedessero del suo significato ma cosi non è stato ma ce la siamo anche un pò cercata.

Può anche essere visto e letto come un augurio di buon auspicio per il futuro no?

Se pensiamo alla mitologia del Re Mida lui ad un certo punto fa una brutta fine quindi buon auspicio proprio no, ma ci piace guardarla da una prospettiva positiva.

Qual’è la vostra cultura musicale oppure i vostri punti di riferimento musicali?

Noi veniamo tutti da mondi diversi, la nostra forza è proprio questo. Tutti noi abbiamo influenze musicali completamente diverse. Io mi sento molto vicino ad un aspetto elettronico-pop quindi decisamente più commerciale ma più internazionale gruppi come Coldplay, Bastille, One Republic.  Il bassista ha una cultura musicale più fusion e jazz, il tastieristia (come quasi tutti i tastieristi) ha un gusto più elettronico, dubstep. Quello che cerchiamo di fare è centrifugare insieme tutti questi elementi. In questo momento ad esempio stiamo cercando di virare verso l’elettronica,  finora abbiamo sempre cercato di adeguarci al mercato e all’impostazione per cosi dire all’italiana, lo stesso singolo Gli spostati ripercorre un sound tradizionale, un pò latin ma con il singolo Luce delle stelle uscito questa estate e con il nuovo disco che stiamo preparando stiamo cercando la svolta più elettronica e pop.

Quindi Luce delle stelle rappresenta una svolta musicale e sonora per voi…

Ormai siamo fuori anche per età dai classici talent show televisivi, da un mercato che ti vuole essenzialmente solo in un modo e quindi cerchiamo di fare quello che ci piace di più e ci stimola di più sperando possa piacere anche al pubblico. Un pò come hanno fatto band del calibro di Subsonica e NegramaroTutto il disco che stiamo preparando sarà come Luce delle stelle, un ibrido di suoni sintetici e suoni reali. Un pò tutto il nostro mondo musicale: quindi Muse, Coldplay, Lorde produzioni che richiamano anche i primi anni ’90 senza però mai tralasciare la nostra componente italiana, la nostra identità.

Vi sentite ancora indipendenti? Si riesce oggi in Italia ad essere indipendenti in quello che si fa?

Lo sei per forza di cose. Adesso la situazione musicale è cambiata, soprattutto dopo le ultime polemiche venute fuori a X-Factor tutti hanno un pò capito come funziona il gioco, quindi o sei un’artista senza anima o sei uno dei tanti in battaglia, l’Italia è un po’ tutto un mondo di indipendenti che cercano di lavorare, di emergere, di fare qualcosa ma faticano ad uscire perchè le radio chiudono ai piccoli nomi, ai piccoli artisti privilegiando sempre e comunque il big. Gli spazi live sono sempre meno e in realtà tutto quello che si ritiene indie è molto più commerciale e con la puzza sotto il naso di quanto vogliano lasciar intendere. Quindi l’unico modo che resta è come si faceva una volta: se hai una personalità forte, un messaggio forte e sei capace da solo di veicolarlo allora è fatta.

Come nasce il singolo Gli spostati? Casualmente oppure nato da una collaborazione con Pechino Express?

E’ stato tutto assolutamente casuale, nulla che avesse a che fare con qualche strategia di marketing anche se ci ha portato a farci conoscere laddove in tanti non sapevano della nostra esistenza. La richiesta è venuta dall’autore del brano, Simone Pozzati con cui lavoriamo già da tempo che è anche amico di Simone Di Matteo (qui la nostra intervista) e Tina Cipollari (qui la nostra intervista), che ci ha sottoposto il testo chiedendoci di comporre la melodia. Io all’inizio ho avuto un pò di snobismo tipico da musicista quando quasi all’improvviso è venuta fuori la canzone che è stata subito molto apprezzata per mia stessa sorpresa.

Remida intervista

Remida

Che ne pensate delle nuove piattaforme digitali? Sono davvero un valido aiuto alla musica o l’esatto contrario?

C’è da fare una enorme distinzione. Ovvero la piattaforma digitale in se è un’ottima cosa, la musica deve evolversi dopo il vinile, i cd musicali fino ad arrivare allo streaming musicale oggi la musica è fluida con piattaforme come Spotify che stanno aiutando molto la musica in quanto hanno ucciso la pirateria che aveva seriamente danneggiato il mercato musicale. Il problema è la mancanza di una precisa regolamentazione in tal senso, Spotify paga pochissimo non come anni fa quando si vendeva un singolo oppure un album, le cifre sono veramente irrisorie e questo non crea indotto, non crea lavoro e non creando lavoro molti artisti emergenti mollano costretti a lavorare per guadagnare.

Anche perchè oltre all’aspetto artistico, musicale, seguire la propria passione esiste anche l’aspetto economico a cui uno pensa…produrre un disco oppure organizzare un tour costa tantissimo…

Infatti, farlo per la gloria è bello ma non basta. Bisogna però anche sfatare il mito che con la musica non si mangia, con la musica si può vivere basta solo avere delle regole, un equilibrio anche personale. Il problema è che la musica non si è davvero adeguata alle nuove tecnologie. Non ci sono regole precise, non esiste un filtro: oggi si creano pseudo artisti che magari emergono tramite un social network o tramite una piattaforma musicale come Youtube, diventa un tormentone poi è disco d’oro ma resiste al massimo un anno poi scompare nel nulla. Manca un peso, manca una sostanza laddove invece nel Regno Unito ma anche in Francia con una legge precisa si è riusciti a dare queste regole. Quello che si potrebbe e dovrebbe fare anche in Italia.

Remida intervista

Remida

Nel tempo libero vi frequentate oppure ognuno per la sua strada?

La gestione di una band fa quasi ridere, sembriamo un pò tutti e cinque come Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, siamo davvero come una grande famiglia e come in tutte le famiglie ci si dicono le peggiori cose per tornare poi tutti insieme appassionatamente, essendo ognuno un carattere diverso dall’altro succede il finimondo per poi ripartire insieme con lo stesso spirito e con gran voglia di fare, voglia di migliorare sempre e questo ci permette di non abbassare mai il tiro. Ma di tanto in tanto c’è anche bisogno di stare ognuno per conto proprio, soprattutto quando si è in tour dove si condivide sempre tutti insieme il furgone, l’albergo, il palco: è chiaro che qualcosa finisce per esplodere.

Abbiamo parlato del singolo Luce delle stelle e del nuovo disco, quali sono i vostri progetti futuri? Ci puoi anticipare qualcosa?

Abbiamo un sacco di carne al fuoco di cui vorrei parlare ma non posso farlo perchè ho il vincolo di riservatezza. Ma di sicuro il nuovo disco uscirà in prossimità dell’estate del 2017 al massimo inizi prossimo autunno, un disco che porteremo live in molte date. Uscirà anche un nuovo singolo probabilmente poco prima dell’estate o anche subito dopo il Festival di Sanremo con cui purtroppo non è andata bene. Quindi stiamo capendo come muoverci.

Infatti in questi anni avete fatto tanti tour con molte date, i live sono il modo migliore per farsi vedere, conoscere e creare un rapporto stretto con il pubblico…

Infatti ci teniamo molto ai concerti, al contatto con il pubblico perchè oggi con i social network si è persa molto la voglia di essere presenti, dal vivo, del contatto diretto. Ci piace anche suonare in una piazza e vedere le persone che ci sentono e si avvicinano e col tempo magari si ricordano di noi, ci riconoscono creando quindi il nostro pubblico in maniera artigianale: non è facile, è faticoso ma ce la mettiamo tutta.

Giuseppe Ino per Magmusic

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