Chiara Vidonis – Tutto il resto non so dove

Chiara Vidonis - Tutto il resto non so doveGoodfellas, 11

Cammini tortuosi, pensieri in continua mutazione, nel mezzo l’approvazione di Stefano “Edda” Rampoldi. Solo alcuni tasselli di una gavetta, quella di Chiara Vidonis, il cui obiettivo portato a compimento significa molto: Tutto il resto non so dove è un album d’esordio all’apparenza prettamente autobiografico, ma in realtà una messa allo scoperto da parte di un’artista che se in svariati istanti deve molto alla Carmen Consoli dei primordi in primis dispone di molte frecce al suo arco che ne favoriscono la personalità, sia quando c’è da alzare il volume contrapponendo composizioni prettamente rock’n’roll (Eva) ad altre più nervose, galoppanti e rumorose (Quando odiavo Roma, Il mio peggior nemico, Viola e bordeaux, Lo stato mentale) che quando c’è da concedere spazio alle ballate di turno (Immaginario, soffusa ed intima, Le cose preziose, cadenzata e romantica), senza per questo esimersi da refrain fascinosamente eccentrici e di classe (L’incendio), occhieggiamenti orientali (Cannibale) e toccanti dilatazioni elettroniche (Comprendi l’odio) portate all’eccesso tra atmosfere spensierate (Tutto finirà). Un repertorio ferreo per un album di rilievo, che conferma come la strada che si apre di fronte alla Vidonis sia molto promettente.

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