I Burattinai e Il respiro del faggio: due nuovi gialli italiani da non perdere
Le indagini su casi irrisolti di femminicidio
Una Bologna notturna e inquieta
Il panorama del giallo italiano del 2026 si arricchisce con due esordi che hanno già attirato l’attenzione di lettori e critica: “I Burattinai” di Grazia Scanavini e “Il respiro del faggio – La prima indagine di Vera e Petrella” di Fabio Rodda. Questi romanzi, pubblicati rispettivamente da Salani e da un editore indipendente, affrontano tematiche delicate come il femminicidio e la corruzione istituzionale attraverso trame avvincenti e personaggi originali. Scanavini, classe 1982, mette a frutto la sua esperienza giornalistica raccontando una squadra speciale impegnata a far luce su casi irrisolti di violenza contro le donne, svelando il lato oscuro del potere e delle connivenze che spesso insabbiano le indagini【817425123561550†L160-L167】. Rodda, invece, ci porta in una Bologna notturna e misteriosa, dove due investigatori fuori dagli schemi – la traduttrice moldava Vera Petrella e il poliziotto artigiano Matteo Vera – inseguono un assassino che sembra conoscere ogni segreto della città【817425123561550†L164-L167】.
La forza di “I Burattinai” risiede nell’intreccio tra denuncia sociale e suspense. La protagonista, una tenace commissaria, scopre che dietro ai casi di femminicidio si cela una rete di interessi che coinvolge avvocati, politici e imprenditori. Scanavini utilizza l’indagine per mettere in luce le complicità che spesso impediscono l’accertamento della verità e dà voce alle vittime, raccontando le loro storie con rispetto e sensibilità. Il romanzo si distingue anche per l’ambientazione: una città di provincia all’apparenza tranquilla che nasconde conflitti profondi e un patriarcato radicato. Le descrizioni delle indagini, supportate da un linguaggio diretto e asciutto, immergono il lettore in un crescendo di tensione. L’autrice non rinuncia a inserire spunti di riflessione sulle responsabilità dei media e sulla necessità di una cultura del rispetto.
Nel frattempo, “Il respiro del faggio” di Fabio Rodda porta il lettore nelle strade di Bologna, ritratta come un personaggio a sé: vicoli oscuri, portici silenziosi e cantine nascoste fanno da sfondo a una trama che mescola noir e introspezione. Vera Petrella, traduttrice originaria della Moldavia, e Matteo Vera, poliziotto dal passato tormentato, formano una coppia investigativa insolita ma complementare. Lui è un artigiano appassionato di falegnameria che osserva il mondo con occhi sensibili; lei una interprete con una rete di contatti inaspettata. Insieme si muovono tra botteghe artigiane e locali underground, incontrando personaggi al limite tra la legalità e l’ombra. Rodda costruisce un giallo in cui la città è viva e palpitante, e i protagonisti devono fare i conti con i propri demoni mentre cercano la verità.
Oltre alle trame avvincenti, entrambi i romanzi affrontano temi sociali cruciali. Il fenomeno del femminicidio, ancora drammaticamente attuale, è al centro dell’opera di Scanavini: le sue pagine fanno emergere la complessità delle dinamiche familiari e la difficoltà di ottenere giustizia in un sistema spesso indifferente. Rodda, dal canto suo, parla di integrazione e identità attraverso il personaggio di Vera, che deve misurarsi con i pregiudizi e la diffidenza in un’Italia ancora poco abituata alla multiculturalità. I due romanzi si incontrano nel messaggio comune: anche nelle storie più oscure, la solidarietà e la tenacia possono portare alla luce la verità.
Per chi cerca nuovi gialli da leggere nel 2026, “I Burattinai” e “Il respiro del faggio” offrono un’esperienza intensa e coinvolgente. Grazie alla cura nella caratterizzazione dei personaggi e alla costruzione di atmosfere suggestive, questi romanzi si collocano tra le uscite più interessanti dell’anno. Le autrici e gli autori emergenti continuano a rinnovare il panorama del noir italiano, dimostrando che il genere può essere uno strumento potente per affrontare temi scomodi e per raccontare l’Italia contemporanea. Leggendoli, ci si ritrova non solo a seguire una caccia all’assassino, ma anche a interrogarsi sulle contraddizioni della nostra società e sulla forza delle relazioni umane.
In definitiva, questi due esordi dimostrano come il giallo possa essere veicolo di consapevolezza e di cambiamento. Sia Scanavini sia Rodda usano la forma del romanzo investigativo per esplorare mondi complessi e per dare voce a personaggi che solitamente restano ai margini. La combinazione di denuncia sociale e ritmo narrativo rende “I Burattinai” e “Il respiro del faggio” letture obbligate per chi vuole scoprire nuove voci nella narrativa italiana e per chi desidera avvicinarsi al genere noir con uno sguardo rinnovato.

