Articoli marcati con tag ‘Bar La Muerte’
- Ciao Nicola, ti ringrazio infinitamente per avermi dato la possibilità di intervistarti.
- Ci mancherebbe, è un piacere!
- La prima cosa che mi colpì del tuo progetto fu lo pseudonimo. Perché chiamarsi Bologna Violenta? Un omaggio ai mitici polizieschi degli anni ’70? Perché non usare “Torino violenta”?
- Beh, la cosa è molto semplice, vivevo a Bologna e mi sembrava giusto omaggiare la città opulenta e dotta che mi ospitava. Ci vivevo da un paio d’anni ed ero in una crisi personale parecchio profonda, quindi ho cercato di riprendere le redini della mia vita in mano, facendo un disco che doveva rappresentare semplicemente quello che avevo in testa in quel periodo. In più era da tempo che volevo omaggiare anche il cinema “di genere” italiano, e nella fattispecie i poliziotteschi mi sembravano i più adatti alla cosa. Un doppio omaggio, quindi, alla città apparentemente felice e cordiale e ad un certo cinema che non si fa praticamente più.
- Nicola Manzan si trasforma in Bologna Violenta e diventa cattivissimo, un po’ come il Dr. Jekyll e Mr. Hyde?
- Sai, da “dentro” è un po’ difficile da spiegare la cosa. Penso che esca semplicemente una parte di me che di solito, per convenzioni sociali, non esce. Diciamo che la differenza tra me e il Dr. Jekyll è che non ho bisogno di strani intrugli per tirar fuori il mio lato più “oscuro”, e direi che comunque quando faccio Bologna Violenta conservo una certa lucidità! Leggi il resto di questo articolo »
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Nicola Manzan è un criminale, una persona spietata. Ha un curriculum lungo quanto la fedina penale, sporchissima, di uno dei peggiori boss della mafia. Dona la sua arma (polistrumentista ma il violino è quella principale) a tante “bande”, dell’underground e non, come Ronin, Il Teatro Degli Orrori, Alessandro Grazian, Baustelle, Non voglio che Clara e altri. Siamo abituati ad ascoltarlo, nei periodi di “forzata convivenza” (vuoi per concerti o collaborazioni su disco) come un personaggio tranquillo, piacevole. Quando è solo, si trasforma, assume il nome di Bologna Violenta, odia/disprezza il genere umano, un’ostilità che in musica, con chitarra, violino e drum-machine, è filtrata con la violenza: Slayer, Atari Teenage Riot, Negazione, Indigesti. Leggi il resto di questo articolo »
Intervista (via email) al musicista Bruno Dorella, uno dei musicisti più geniali del panorama indie italiano e titolare di diversi progetti (l’etichetta Bar La Muerte, i gruppi Ronin, Bachi da pietra, OvO). Gli abbiamo chiesto alcune domande sui Ronin e sull’ultimo loro disco: “L’ultimo re” (qui la recensione de “L’ultimo re“).
- Come ho scritto nella mia recensione de “L’ultimo re”, i due anni che dividono “Lemming” da quest’ ultimo lavoro sono stati, per voi, molto intensi: molti concerti (non solo in Italia ma anche in gran parte dell’Europa), composizione di colonne sonore (episodi sparsi della serie “Non ci pensare” e, soprattutto, il film “Vogliamo anche le rose”). Mi sono sbagliato?
- Aggiungi pure che tutti noi Ronin siamo impegnati con altre bands che suonano molto dal vivo e fanno dischi… sì, siamo stati discretamente impegnati in questi due anni. Ma spero che gli impegni aumentino, i giorni dell’anno sono 365 e le vacanze mi annoiano… Leggi il resto di questo articolo »
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