Articoli marcati con tag ‘Black Widow Records’
Intervista a Thomas Hand Chaste, mente (insieme a Steve Sylvester) del progetto Sancta Sanctorum. Leggi il resto di questo articolo »
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Direttamente da Skype: Marco “C’est Disco” Gargiulo intervista Michele Epifani, mente degli Areknames. Leggi il resto di questo articolo »
Intervista a Mirko Zonca (voce e basso) e Joseph Solci (batteria) dei Witche’s Brew.
- Come e quando è incominciata quest’avventura?
- Mirko: Mmm…potrei risponderti “da sempre”…in realtà il progetto Witche’s Brew, viveva nell’inconscio di ognuno di noi sin dalla notte dei tempi. Sia io che il buon Mirko Bosco ci dimenavamo sui palchi già nei lontani anni ’80. Siamo partiti entrambi militando in Hardcore bands, io nei M.A.B. e lui nei DISPER-AZIONE. E, sempre rispettivamente, abbiamo concretizzato in seguito numerose esperienze sempre più lontane e sempre più ammiccanti nei confronti dei “grandi classici”. Abbiamo avuto, per certi versi, un passato parallelo e identico. Il nostro incontro, arrivato per caso, è stato proverbiale… feeling e intesa fuori dal comune. Entrambi stavamo cercando gli elementi giusti per non gettare la spugna definitivamente, dopo tanti incontri sbagliati. Ci siamo messi subito al lavoro rielaborando idee che già avevamo affrontato precedentemente con altre formazioni, con altri musicisti… Ed è stato un buon punto di partenza per poi ottenere quello che, in realtà, avevamo in testa da sempre. Dopo un anno di attività è arrivato Joseph a portare una buona impronta di Rock’n’roll e il cerchio si è definitivamente chiuso…
Joseph: Come ho già detto a qualcun altro, ho solo dato una lucidata a qualcosa che già c’era… Leggi il resto di questo articolo »
Steve Sylvester non sa starsene fermo con le mani in mano.
I Death SS sono fermi (o sciolti, non si è ancora capito. Per qualcuno sono sciolti dal 1987…), gli Opus Dei, poverini, hanno avuto problemi con sua santità il Vaticano (tutte le copie del debutto, uscito il 30 aprile, distrutte dalla guardia di finanza per via del nome usato…) ed eccola ora uscire con un nuovo progetto denominato Sancta Sanctorum, partorito assieme al suo vecchio amico Thomas Hand Chaste, batterista dei primissimi Death SS, del Paul Chain Violet Theatre, e infine dei Witchfield. Galeotte furono le registrazioni di “Sleepless”, album dei Witchfield uscito l’anno scorso che, come ci disse Thomas in occasione di un’intervista, fecero riavvicinare i due. Leggi il resto di questo articolo »
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“Eight Hundred Miles” per terminare un percorso, due minuti soltanto per capire che ci troviamo davanti ad un’altra grande band. Conterranei dei The Graviators, recensiti di recente su Mag-Music, i nostri descrivono il loro sound così: “big Witchcraft meets little Dozer” (per chi non lo sapesse, i Witchcraft sono una band svedese che passa dal rock al doom alla psichedelia, i Dozer sono invece un’altra band, loro conterranea, che si occupa di stoner metal), aggiungendo che il loro intento è quello di creare heavy riffs uniti al groove degli anni ‘70. Niente di più vero. Dalla prima traccia i Blowback mettono in chiaro questo concetto. Si parte alla grande con The only Thing I have, per proseguire anche meglio con la più ispirata e personale The big black hole. Leggi il resto di questo articolo »
Sono italiani… e chi se lo sarebbe immaginato? Dalla copertina, sino a quando le prime note dell’album s’impadroniscono di noi, si ha la sensazione che la band provenga da qualche polveroso e caldo stato americano.
Si parte quindi da questa piacevolissima sorpresa e dai primi brani notiamo anche che sia nei momenti più rock sia in quelli più intimi la band è sempre molto ispirata, il feeling rimane intatto, infatti, sia quando si parla dalla perfetta opener Cross-eyed Jesus sia quando ci gustiamo la rilassante Another Secret In The Sun, dove la voce del singer Ricky sembra proprio ci sussurri chissà quale segreto con una pacatezza sentita raramente. Leggi il resto di questo articolo »
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Non avete paura, non fatevi ingannare dalle vostre ansie, dai vostri timori…
Attraversate il varco, le vie dell’esoterismo sono tante ma una vi condurrà qui, nelle fauci degli Antonius Rex. Discepoli di una dottrina maledetta, ignota come l’arte di Bartocceti.
Addentrarsi nelle loro opere è come sfogliare un libro oscuro dal sapore esoterico e occulto. Un sapere di conoscenza che trascende la semplice cultura, in virtù di quella che noi potremmo definire una vera e propria ricerca metafisica interiore.
Cosa si prova ad ascoltare Antonius Rex?
E’ semplicemente un viaggio, attraversare luoghi forse mai esisti e raccogliere i frutti da essi forniti, che siano in grado di cogliere quell’essenza smarrita, perduta come la leggendaria Atlantide, oppure come l’inquietante Lemuria di cui andava predicando un certo Powell nel suo “sistema solare”, dove l’uomo potesse attingere alla messa in scena della sua intelligenza. Leggi il resto di questo articolo »
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Formati da Bobby Liebling (Pentagram), Victor Griffin (Pentagram, Place of Skulls), Marty Swaney (Pentagram) e Joe Hasselvander (Pentagram, Blue Cheer), i Death Row rappresentano il primo nucleo vitale dei Pentagram, storica pagina dell’heavy metal mondiale, ma anche del doom. Per conto della genovese Black Widow Records vengono portate alla luce delle registrazioni inedite della band: stiamo parlando di un intero concerto della band del 1982 tenutosi a Knoxville (comprendente anche dei brani tratti da altri show), la prima jam session del gruppo e un’autentica perla: “Whore”, il primissimo demo della band datato 1982. Leggi il resto di questo articolo »
Intervista a Ettore Vigo, tastierista dei Delirium.
- 1974, i Delirium pubblicano il loro capolavoro “III: Viaggio negli arcipelaghi del tempo” e, in seguito, si sciolgono. 2009 dopo ben trentacinque anni i Delirium pubblicano un nuovo album (senza contare il live “Vibrazioni notturne), “Il nome del vento” (qui la recensione di “Il nome del vento“). Come mai tutti questi anni di silenzio?
- Ognuno di noi dopo lo scioglimento nel 1975, ha avuto esperienze diverse, servite “solo” ad arricchire il bagaglio. Io dopo una breve esperienza con i miei amici Ricchi e Poveri come accompagnatore al pianoforte sono entrato a far parte dei Kim & The Cadillacs, gruppo ingletedeschitaliano di Rock’n Roll, gran bella esperienza comprendente un secondo Sanremo, con un brano di Piero Cassano (Mattia Bazar). Condividere il palco con personaggi come Kim Brown, Trutz Wiking Groth e c. voleva dire essere pronti a qualsiasi sorpresa, dalla chitarra spaccata sul palco al volo di Kim in mezzo al pubblico, con il rischio di non essere preso al “volo”. Questa è stata la più esaltante, con una notevole quantità di adrenalina sicuramente non sprecata, ho avuto anche varie esperienze negative, anche queste sono servite, a farmi stare con i piedi per terra.
- Che parole usereste per definire i “nuovi” Delirium?
I “nuovi” Delirium: tre quinti della formazione originale (dopo Fossati) li definirei un gruppo di “vecchietti” che hanno ancora voglia di dire e dare qualcosa ma soprattutto di divertirsi e possibilmente divertire. Leggi il resto di questo articolo »
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Molte persone si lamentano che il metal italiano è visto sempre in secondo piano rispetto a quello di altri stati. In effetti qui da noi ci sono tantissimi gruppi di valore, poco conosciuti rispetto ad altri più blasonati, ma non per questo inferiori, anzi, non hanno nulla da invidiare ai propri colleghi!
Lo confermano i Doomraiser, che con il loro “Erasing The Remembrance” ci offrono un’ottima prova musicale fedele alla causa del doom metal (come avrete già capito dal moniker della band!)
Un commovente pianoforte (Pachidermic Ritual) ci introduce all’ascolto di quest’opera onirica in cui nulla è dato per scontato. Le varie note s’incastrano alla perfezione creando un muro sonoro pregno di rassegnazione tra ritmi lenti e pesanti, melodie inquietanti e quasi indecifrabili come un vecchio manoscritto che è difficile da tradurre (Another Black Day Under The Dead Sun), e arpeggi solenni. Proseguendo nell’ascolto i nostri continuano con grande costanza a calpestarci con i loro riff e a emozionarci con la loro passione.
L’album è distribuito dalla Black Widow Records, la quale ha sempre avuto ottimo gusto musicale e la pioggia che ora mi fa da sottofondo mentre scrivo me lo conferma al 100% per l’ennesima volta.
La Black Widow Records ha raggiunto l’accordo per la produzione dell’album degli hard-psyck-rockers Witches Brew e della progressive band genovese, con Lupo Galifi del Museo Rosembach alla voce, Il Tempio Delle Clessidre. Inoltre distribuirà in esclusiva l’album di esordio dei Buttered Bacon Biscuits, band vicina a sonorità tipo James Gang, Blue Oyster Cult, Deep Purple, Neil Young e Allman Brothers.
La B.W.R. distribuirà anche il nuovo progetto del grande Fabio Bellan, chitarra dei Thundertorm, ovvero “Lord of the Undead Knights” dei Temple of Pain che uscirà su etichetta Bloodrock in vinile limitato. Altra importante distribuzione sarà quella dell’album “Land of Mistery” dei Black Hole su Andromeda Relix.
Per fine aprile invece è attesa la pubblicazione del nuovo lavoro di Steve Sylvester, “Sancta Sanctorum“, che vedrà la partecipazione di alcuni ospiti importanti tra cui Mario “The Black” di Donato, che a sua volta sta per uscire col nuovo album dei The Black, “Gorgoni“, che sarà pubblicato in cd ed anche in una tiratura in doppio vinile limitato.
Di prossima realizzazione anche la ristampa in cd di The Black, “Refugium Peccatorum“, con tre bonus tracks tra cui un pezzo dei St.Vitus e del secondo album degli Abysmal Grief, “Misfortune“, in cd con bonus video.
- Per chi non ti conosce, chi è Thomas Hand Chaste?
Ho militato come batterista in diversi gruppi, sicuramente quelli di maggior spicco sono i Death SS e il Paul Chain Violet Theatre, all’inizio degli anni ‘80, quando ancora un certo tipo di musica, o più precisamente un certo modo di proporsi, ancora non era stato sdoganato. Con il tempo mi sono un attimo fatto da parte, non mi ritrovavo più in un certo contesto e soprattutto con certe persone con cui credevo di avere un buon feeling….ma cosa vuoi, tutto finisce e anche le relazioni di tipo musicale non fanno eccezione. Chiaramente non ho smesso di fare musica, anzi mi sono dedicato anche ad altri strumenti “percossi” in modo personale e con calma ho allestito un mio studio di registrazione, ho partecipato ad alcune “reunion” in occasione degli album solisti di Steve Sylvester e ad un progetto punk “Cane Mangia Cane” con l’ex chitarrista dei Dioxina Luca Andreani. Nel 2006 esce il mio lavoro solista “Uno Nessuno Centomila”, album dove mi sono divertito a suonare un pò di tutto, in un certo modo lavoro dark sperimentale, dove dark non deve essere inteso in modo restrittivo, come purtroppo accade ma in maniera più ampia. Tanto per fare un esempio, come spesso dico, il Requiem di Mozart a parere mio è la cosa più dark che abbia mai sentito! Leggi il resto di questo articolo »
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