Articoli marcati con tag ‘concerto’
I milanesi Black Oath, insieme ai genovesi Abysmal Grief, suoneranno domenica 31 ottobre al Live Keller di Curno (Bergamo).
Ingresso gratuito, inizio concerto ore 22.00. Leggi il resto di questo articolo »
number of view: 135Al porto di Genova va in scena la musica. E che musica! Il molo dei Magazzini del Cotone, al tramonto, incornicia, tra le luci delle navi, i riflessi dell’acqua e l’immancabile lanterna, il palco dove presto si esibirà una delle leggende della chitarra, Gary Moore. Le definizioni per l’artista irlandese, ormai non più giovanissimo, si sprecano; la sua carriera di musicista comincia presto, da ragazzino, e non basterebbe questa pagina per farne solo una sintesi. Ma non è questo che Gary porta sul palcoscenico genovese, perché al pubblico, non oceanico ma caloroso ed entusiasta, offre la sua musica, la sua chitarra, la sua energia, che difficilmente le parole possono descrivere. Leggi il resto di questo articolo »
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Litfiba, una storia difficile da raccontare. Una storia che ha segnato il DNA della musica italiana. Gli esordi, la new-wave italica degli anni ’80 (con i nostri professati come alfieri del genere), la svolta rock, le sperimentazioni, gli addii, gli arrivederci, i lunghi silenzi e i ritorni.
Riassunto delle puntate precedenti: nel 1999 Piero lascia i Litfiba, seguirà una carriera solista che produrrà cinque album (uno su tutti, l’ottimo “In faccia” del 2005). I Litfiba continuano per la loro strada, prima col carismatico Gianluigi “Cabo” Cavallo poi con Filippo Margheri. Con quest’ultimo due date nel 2009 (una ad Aosta e una a Modena), un EP chiamato “Five On Line” (il fantomatico free – download di questo lavoro, che non è ancora avvenuto, è diventato oggetto di una simpatica parodia, da parte di alcuni fan, su YouTube) e tante speranze. Sì, tutti credevano che sarebbe stato lui la nuova voce dei Litfiba. Già speravamo in un nuovo lavoro discografico, magari in un tour invernale ma la cattiva notizia era dietro l’angolo: sito in stand-by, canale YouTube chiuso, niente più notizie. Poi, una lettera di Alberto Pirelli in cui annuncia la fine della quarta fase dei Litfiba. Ma tra i fan inizia già a circolare una parola: “Reunion”. Abbiamo la conferma: a dicembre, sul sito ufficiale, capeggia una foto di Ghigo e Piero (o Piero e Ghigo, fate voi…) e le prime quattro date di un tour che riprenderà in estate. Leggi il resto di questo articolo »
number of view: 943Ore 21:30. Aula Studio della Facoltà di Giurisprudenza. Atmosfera tiepida. Pochi presenti attendono l’anteprima del “Linea d’ombra – Festival delle culture giovani“, ormai giunto alla sua XV edizione. Non più un evento ma una realtà, come affermano organizzatori e curatori del festival, il cui tema per il 2010 è l’identità. Dal 13 al 18 aprile si susseguiranno proiezioni di corti e lungometraggi di giovani film-makers emergenti, tra attività di workshop, shooting fotografici, eventi musicali (Sick Tamburo il 12 aprile e Afterhours il 13) e party di musica elettronica con gruppi di spicco del panorama electro-dance europeo. I Sick Tamburo aprono le danze intorno alle 23.30. Leggi il resto di questo articolo »
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Hub Music Factory riporta in Italia – il 21 giugno a Roma – a distanza di quasi un anno, uno dei miti del punk mondiale: Jello Biafra. Agitatore culturale e militante, ex candidato Sindaco a San Francisco e progressista (che non apprezza fino in fondo Obama…), Jello è soprattutto un musicista con tanti messaggi da divulgare.
Leader di una band seminale come i Dead Kennedys, dal 1978 al 1986, ha segnato la storia dell’hardcore punk e della filosofia DIY (do it yourself) con la sua Alternative Tentacles (una delle più importanti etichette punk al mondo).
Dopo l’esperienza con i DK, si è dedicato all’attivismo politico (è tuttora membro del Green Party). Si definisce anarchico e combatte nel nome di un cambiamento politico che verte sui diritti civili, sulla giustizia sociale, sui movimenti pacifisti e sulla separazione tra chiesa e stato.
Jello Biafra tornerà in italia per questa unica data a Roma (21 giugno), in un luogo simbolo come il Forte Prenestino e presenterà, con il gruppo Guantanamo School Of Medicine, il suo ultimo disco “The Audacity of Hype” che richiama il titolo del libro autobiografico di Obama “L’audacia della speranza” e la cover (in allegato) riprende fedelmente la classica stampa Obey che ha fatto diventare il primo presidente nero degli Usa una icona pop globale.
Perfetto.
E la recensione potrebbe già finire qui…
Già, perché quando ti trovi a vivere un concerto del genere non hai più nulla da chiedere alla band sul palco.
Che genere di concerto?
Quelli “perfetti” appunto, dove la band spazza via e fa saltare anche le ultime fila: si diverte e ti fa divertire, ballare, applaudire, urlare per novanta minuti per poi sparire nel backstage e lasciarti stordito e disorientato in sala.
Ore 21.30 e i Kasabian entrano in scena sparando subito a mille Mothman (non certo il brano più conosciuto della band), poi via tra singoloni e pezzi dall’ultimo fortunatissimo “West Ryder Pauper Lunatic Asylum”.
Quando ti riversano addosso pura adrenalina acida da rave party oppure momenti più soffusi e delicati, sono impeccabili e veri: trasmettono qualcosa che si vive solo ai concerti delle grandi band e i Kasabian lo sono a tutti gli effetti (tralasciando tutti i commenti da N.M.E. sull’essere eredi degli Oasis e dei Primal Scream o roba simile; loro sono semplicemente i Kasabian e questo basta!)
È tutto semplicemente grandioso. Pizzorno guida la band alla grande come ti aspetteresti da un grande leader, Meighan è un animale da palco e il resto della band pesta da paura e va avanti come uno schiacciasassi.
Siamo già alla conclusiva L.S.F. e l’unica cosa che vorresti fare è essere all’Estragon per la data bolognese del giorno dopo.
La prova live è superata a grandi voti e non mi capacito di come in Italia non riescano davvero a sfondare alla grande, ma poco importa.
Immensi.
Daniele Bertozzi per Mag-Music
number of view: 485Questa sera l’appuntamento per tutti gli appassionati di musica inglese è davvero immancabile.
Come perdersi uno dei capostipiti della musica made in UK?
Infatti, i Magazzini Generali sono più gremiti di quanto potessi immaginare, c’è grande attesa per il ritorno del “King Monkey”.
Vent’anni di carriera tra i mitici Stone Roses e sei album da solista che spaziano dal brit-pop all’elettronica, sfiorando hip-hop e trip-hop. L’ultimo album intitolato “My Way” piace a tutti, critica e fans e non c’è niente di meglio che celebrarlo in sede live.
Ma tutto svanisce quando le luci in sala si spengono e si accendono quelle sul palco.
Non è serata! Si capisce subito dall’iniziale Crowing Of Thr Poor: la voce del nostro eroe è fuori tempo, fuori forma e scorrendo la set list dei pezzi, la situazione peggiora soltanto. Il momento peggiore è Fools Gold, dal repertorio Stone Roses, confusa e moscia che sembra non finire mai.
La delusione è piuttosto palpabile in sala e anche sul palco la cosa è percepita e non aiuta nessuno.
La platea è pure ben disposta e gli applausi non mancano, non c’è però un vero e proprio coinvolgimento tanto che in alcuni momenti Ian smette persino di muoversi e porta a termine ottanta minuti di uno show piatto che lascia l’amaro in bocca. Leggi il resto di questo articolo »
number of view: 436Perchè troppo spesso, nel nostro paese, chi se lo merita non può crescere? Non viene valorizzato? Non è promosso? Non viene assunto, nè promozionato? Perchè (cazzo) non succede mai niente che dia un segnale?
L’Italia puzza di marcio e di sconfitta.
Proprio per questo e da questo sta scoppiando una piccola rivoluzione rock che, come tutte le grandi rivoluzioni, parte dal basso e farà un gran rumore. Si chiama MINISTRI SU A BERLINO, un progetto partorito da un gruppo di fan della band milanese Ministri, che dopo aver vissuto innumerevoli live sempre sotto il palco, da nord a sud, tra salsicce, parrocchie, polvere, sorrisi, birra a fiumi e rock’n'roll, ha deciso di provare a cambiare le regole: per la prima volta sono stati i FAN ad organizzare un concerto alla band, decidendo dove come e quando i Ministri dovranno esibirsi. Anche senza possedere un locale, anche senza organizzare una festa della birra, anche senza soldi. Leggi il resto di questo articolo »
“Lo spettacolo deve ancora cominciare…”
Siamo a Modena, festa del PD per la precisione. La prima a cui assisto.
Dopo anni finalmente assisto a un concerto dei Litfiba. Si, Litfiba. Avete capito benissimo. Nominare i Litfiba nel 2009 può portare alle seguenti domande: “esistono ancora?”, “c’è ancora Pelù?” e cosi via.
Facciamo un piccolo resoconto.
I Litfiba hanno un nuovo cantante: Filippo Margheri. Con lui hanno registrato il Five On Line, sorta di EP digitale con 5 pezzi registrati nella loro sala prove.
La formazione attuale comprende lo storico chitarrista Federico “Ghigo” Renzulli, Roberto Terzani al basso e ai campionamenti e Pino Fidanza alla batteria.
Questo di Modena rappresenta il secondo concerto ufficiale in questa formazione.
Sono passate da poco le 21,30: la gente incomincia a stringersi vicino alle transenne. I Litfiba si posizionano velocemente, ed è un boato. Leggi il resto di questo articolo »
number of view: 846Dopo una breve serata passata al Duomo di Milano e nei suoi dintorni, alle 20 decidiamo di avviarci verso il Palalido, per fortuna poco distante dalla fermata della metropolitana. Fuori già notiamo le solite bancarelle di merchandising e dopo aver venduto un biglietto, che ci risultava in più, a una ragazza, ci avviamo verso l’interno. I manifesti enormi degli Alice in Chains con la scritta “biglietti esauriti” fanno già presagire la quantità di gente che ci sarà. Una volta dentro, infatti, già notiamo che c’è il pienone e, fortunatamente, riusciamo a trovare dei posti a sedere vicinissimi al palco, anche perché nel parterre non se ne parlava proprio. Era un concerto che volevamo goderci da una postazione sistemata.
Ore 21.05 circa, si spengono le luci e gli strumenti della band iniziano a fare rumore incomprensibile, a un certo punto parte un giro di basso inconfondibile: è lei, è Rain When I Die. Un’introduzione veramente da brivido che vede subito coinvolto il pubblico che ne canta le parole. Leggi il resto di questo articolo »
number of view: 902Mentre attendo alla stazione di Vico Equense Paolo e Luigi, una nuvolosa sera di Giovedì 5 novembre 2009, un mio amico incontrato per strada commenta “Uah edda essr nu di’e grupp pe’ fa’ sta tarantell” (che tradotto dal napoletano significa: “Dev’essere un grande gruppo per fare tutto questo”). Beh sì, aveva ragione. Si parte alla volta di Roma, dove giungiamo dopo tre estenuanti ore di viaggio, per giunta contornate da un evento allegorico: un incidente d’auto poco dopo Napoli.
A causa di qualche ritardo accumulato qua e là e soste ad autogrill arriviamo a Roma alle 21.30, parcheggiamo l’auto nel primo buco che ci sembra consono e si parte alla ricerca dell’Atlantico. Dopo dieci minuti lo troviamo, entriamo e cominciamo a occupare posto. Ci prendiamo tutti una birra, e parte un intro di attesa della band. Si spengono le luci, ci siamo. La folla inizia a fischiare appena compaiono le prime ombre che si muovono sul palco e subito parte il primo capitolo dell’album “The Incident”: I. Occam’s Razor. Le luci rimangono ancora spente durante la performance del primo brano, per poi accendersi al capitolo II. The Blind House, ed ecco, si vedono tutti. Lo sguardo cade ovviamente su Steven Wilson, poi si dirige su Colin Edwin, Gavin Harrison, Richard Barbieri e infine, ma non meno importante, John Wesley. Leggi il resto di questo articolo »
number of view: 623Isis, un concerto che attendavamo ansiosamente da ormai più di due mesi. Effettivamente non avremmo mai immaginato di riuscire a vederli. Specie dopo il nostro lungo, lunghissimo viaggio di andata a causa di un navigatore satellitare impazzito. La crew composta da me (Oliver), Marco, Peppe, Iacopo e Francesca giunge all’Alpheus alle ore 21.30 circa. Entriamo che stanno già suonando i Transitional, curioso duo con sonorità industrial (e un muro di feedback), ma noi subito prendiamo posto alla bancarella del merchandising e facciamo compere di magliette e dischi. Nel mentre ci accorgiamo che proprio dietro di noi ci sono alcuni membri degli Isis e di certo non ci facciamo scappare quest’occasione per farci firmare i cd. È arrivata l’ora dei Dälek, un duo hip hop abbastanza caratteristico, che ci regalano rime taglianti e suoni corrosivi. Particolare divertente: mentre suonavano i Dälek abbiamo notato questo tipo barbuto affianco a noi che non la smetteva un momento di muovere la testa, ed era nientedimeno ché Aaron Turner, voce degli Isis. Proprio lui, a dieci centimetri da noi! Leggi il resto di questo articolo »
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