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Direttamente da Skype: Marco “C’est Disco” Gargiulo intervista Michele Epifani, mente degli Areknames. Leggi il resto di questo articolo »
Intervista a Neige, mente del progetto Alcest.
- Versione italiana -
- Tre anni separano l’uscita di “Écailles de Lune” da quella del precedente “Souvenirs d’un autre monde”. Che cosa ha fatto Alcest in questo periodo?
- Durante questo tempo ho lavorato sull’album degli Amosoeurs e composto/registrato “Ecailles de Lune”, sono stato piuttosto attivo.
- “Écailles de Lune” rappresenta, se non un taglio netto, un notevole cambiamento. È un disco affascinante, melodico e articolato. Alcune cose rispetto all’esordio sono state eclissate, vedi ad esempio i momenti acustici, tutto è più diretto. C’è un ritorno, parziale, alle tue origini, al black metal. Come sei arrivato a questo risultato?
- Non c’è mai stata nessuna parte acustica su “Souvenirs…”, le parti pulite venivano registrate direttamente dalla chitarra folk (?) all’attrezzatura. “Ecailles de Lune” ha più parti pulite del suo predecessore. Non sono ritornato ad elementi black metal in maniera cosciente, la musica sul nuovo album è differente perchè anche il concetto è cambiato un po’ rispetto a quello di “Souvenirs…”.
- Possiamo dire che questo cambiamento abbia influenzato anche il tuo modo di scrivere i testi?
- Sul nuovo album ho avuto un approccio più progressive e complesso, un po’ come è stato per l’EP “Le secret”. Le canzoni raccontano una storia. Leggi il resto di questo articolo »
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Intervista (via email) a Nick Long (basso), Jason Watkins (pianoforte e organo) e Chico Foley (elettronica) degli Ancestors.
- Versione italiana -
- In “Of Sound Mind” ci sono canzoni più mature e un sound più “magmatico” e geometrico rispetto a “Neptune With Fire”, il vostro esordio. Come lo spiegate?
- Nick: Sono anni ormai che suoniamo e componiamo insieme, e quindi abbiamo imparato a fare una sorta di scrematura quando facciamo le prove. Cerchiamo in qualche modo di semplificare il sound mentre ognuno sta ancora suonando la propria parte. Se qualcuno sta suonando un semplice riff, un altro potrebbe provare a suonarlo in un altro modo o decorarci su. Ciò crea nuove sensazioni provenienti dall’interno della musica stessa che nemmeno immaginavamo. Si migliora con l’esperienza e suonare sempre con gli stesso musicisti per tanto tempo aiuta molto. Leggi il resto di questo articolo »
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Akiko Matura, voce e batteria del duo Comanechi, risponde alle nostre domande.
- Versione italiana -
- Iniziamo dal vostro nome: Comanechi. Una parola strana e curiosa che ho subito collegato al mondo fantasy. La mia curiosità è a mille, da dove è uscito questo moniker?
- Mah, veramente non c’è niente di fantasy nel nostro nome.
- Tre parole per descrivere i Comanechi.
- Amore, onestà e passione.
- “Crime of Love” (qui la recensione di “Crime of Love“) è il vostro esordio, il vostro primo parto formato album. E’ stato un parto indolore o è stato faticoso?
- Sì, è stato piuttosto faticoso.
- Stavolta voglio tre parole per descrivere “Crime of Love”.
- Amore, imbrogli e gelosia. Leggi il resto di questo articolo »
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Intervista alle gemelle Johanna e Miriam Eriksson Berhan ovvero le Taxi Taxi!.
- Versione italiana -
- Cominciamo dal principio, come nascono le Taxi Taxi!?
- Miriam: All’inizio suonavamo in altre band con alcuni amici. Hai presente la classica band che hai da adolescente? Johanna aveva scritto due canzoni ma che non riteneva giuste per quella band. Quindi le abbiamo registrate, solo noi due, e messe su myspace per farle sentire ai nostri amici. Della brava gente nel business musicale le ha sentite e ci ha contattate. In poche parole, così sono nate le TT
- Perché chiamarsi Taxi Taxi!?
- Miriam: Ho ricevuto una cartolina dalla mia migliore amica, quando era a New York. Scriveva di un taxi giallo. Quindi abbiamo scelto questo nome dopo alcune pessime proposte. Leggi il resto di questo articolo »
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Intervista alla cantautrice Promise And The Monster in due lingue: italiano e inglese.
- Versione italiana -
- “Promise and the Monster” è il titolo di un libro per bambini. Protagonisti della storia un pony chiamato Promessa e un mostro chiamato, appunto, Mostro. Storia di amicizia e di libertà. Perchè hai scelto questo pseudonimo?
- E’ un contrasto tra luce ed oscurità. Infatti non ho letto il libro ma mi piace il nome appunto perché mette insieme due cose diverse, ma relazionate. Speranza e Disperazione. Tutti sognano qualcosa e può essere infranto in un istante. Questo è Promise and the Monster.
- Perchè hai chiamato il disco “Transparent Knives” (qui la recensione di “Transparent Knives“)?
- Si chiama “Transparent Knives” perché ho voluto di nuovo creare un contrasto. Mi piacciono quei piccoli momenti di tensione dove tutto si scontra e farne un immagine. Ho voluto che ogni canzone nell’album fosse come un coltello trasparente. Affilato ma morbido, sinistro ma luccicante. Ho preso la frase da una canzone che non è finita sull’album che dice: “minerali si sublimano come un coltello trasparente nell’aria”. Leggi il resto di questo articolo »
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