Il teatro degli orrori – Teatro Miela, Trieste 04/11/09

Se un loro concerto fosse un libro, il sottotitolo sarebbe sicuramente “come sbriciolare un teatro in un’ora e mezza“. Perchè è quello che han fatto Pierpaolo Capovilla, Francesco Valente, Gionata Mirai e Giulio Favero, ossia Il teatro degli orrori, una delle band più importanti del panorama rock italiano contemporaneo.

Il teatro si “colora” di nero e rosso, l’atmosfera si fa lugubre già dall’intro e tra il fumo si stagliano quattro figure. Il pubblico numeroso esplode in un boato di applausi. Essendo questa la prima data del nuovo tour, è ovvio che le canzoni provengano proprio dal nuovo album, “A sangue freddo”. Ecco infatti il susseguirsi di Direzioni diverse (decisamente più rock rispetto alla versione del disco), Il terzo mondo e Mai dire mai come ottimo inizio di scaletta. Una dietro l’altra, tutte le tracce del nuovo album vengono accolte più che bene dai presenti che iniziano un pogo selvaggio tra prime file, aizzati anche dal frontman della band. Non mancano ovviamente i pezzi più conosciuti del primo lavoro, come E lei venne! e la super pogata Compagna teresa. Il sound è potente (ai lati del palco otto enormi amplificatori – addio timpani), aggressivo, arrongante ma onesto. I testi urlati, vere perle di poesia contemporanea, si fondono con riff di chitarra e basso e il teatro trema dalla potenza. La canzone di Tom, cantata da tutti, è l’ultimo pezzo prima di una breve pausa per far riprendere il fiato, a loro ma anche ai fan. “Non è meglio essere qua che non stare a casa, chiusi, a guardare quella stupida e inutile televisione? A guardare quei mostri, quegli zombie.. Sono degli alieni ignoranti! È meglio essere qua, no? Che ne pensate? Parliamone, conosciamoci, parliamo tra di noi.. è meglio.” commenta Capovilla dopo un paio di minuti. E si termina la serata con Die Zeit, come a dire “è tempo di andare“.

Un live sublime, che non delude, grazie alla band in forma e un pubblico coinvolto e attivo. E se questa è l’energia che pervaderà tutto il tour di “A sangue freddo“, allora possiam star certi che ne vale la pena.

Eccome se ne vale la pena.

Tracklist:

Intro

Direzioni diverse

Il terzo mondo

Mai dire mai

Per nessuno

Vita mia

Dio mio

E lei venne!

E’ colpa mia

Il turbamento della gelosia

Majakovskij

Padre nostro

A sangue freddo

Due

Compagna Tesera

La vita è breve

La canzone di Tom

(pausa)

Die Zeit

Foto di Michela De Stefani

Michela De Stefani per Mag-Music

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