Intervista a L’impero delle ombre (2009)

Risponde alle nostre domande (via email) Giovanni Cardellino, voce e parole de L’impero delle ombre.

– Dal vostro omonimo debutto a oggi sono passati cinque anni. “I compagni di Baal”, il vostro nuovo album, uscirà nel 2010, come mai ha avuto una gestazione cosi lunga?

– Salve Marco a te e tutti gli amici che stanno leggendo; dunque bella domanda iniziale perche’ cosi’ tanto tempo dal primo disco? Fondamentalmente per cause logistiche e di forza maggiore io e mio fratello Andrea in questi anni abbiamo fatto un po su e giù per lo stivale: Lecce, Modena, Firenze e cosi’ via… Dunque puoi immagginare le innumerevoli problematiche del costituire ogni volta formazione, arrangiare, pre-produrre e registrare:impossibile!! Poi aggiungerei una nota di colore, oscuro ovviamente. Sto parlando del fatto che questo lavoro è stato colpito da una specie di maledizione che ci ha portato fin qua: pc che saltano continuamente, files impazziti che scompaiono o non si leggono ed altre piccole sciagure simili degne del miglior ragionier Fantozzi!!

– In questi cinque anni avete preso parte a diverse collaborazioni, potreste illustrarcele e commentarle?

– Ok: la prima è con il grande Thomas Hand Chaste, storico ex batterista dei Death SS/Paul Chain, che andai a trovare nel pesarese a casa sua e gli proposi di ritornare in pista con un progetto dark doom metal. Componemmo insieme al mio fido fratello e spalla musicale Andrea ed a Baka Bomb (ex Boohoos, Paul Chain) un lotto di pezzi che nell’arco di poco tempo andarono a costituire il debut album dei Witchfield (qui la recensione di “Sleepless“), dove tra l’altro compaiono come special guest Clive Jones dei mitici Black Widow, Steve Sylvester dei Death SS, insieme ad una pletore di amici musicisti come Ilario Suppressa.

Poi Andrea ha messo su gli Homo Herectus, band di stoner doom metal sulla scia di Trouble, Electric Wizard, con cui abbiamo fatto uscire uno split 7″ con la band Confraternita Del Vuoto Immenso e siamo in uscita pure, sia con Homo che L’impero, con una compilation metal messicana “Forged in Metal” su Blower Records.

Per concludere qualche anno fa abbiamo con L’impero abbiamo dato alle stampe uno split 7″ con i fratelli toscani Bud Tribe del mio amico Bud, voce pure della storica Strana Officina, edito su Jolly Roger Records di Modena.

– “I compagni di Baal” è uno sceneggiato francese degli anni ‘70, diretto da Pierre Prèvert. Da cosa è nata la voglia di dedicare un disco a quest’opera?

– L’idea è venuta a Massimo di Black Widow Records. Il nostro discografico che cercava da anni un gruppo del suo rooster in grado di realizzare tale opera, abbiamo esaminato lo sceneggiato in questione innamorandocene all’istante. Speriamo di non deluderlo!

– Potreste darci qualche anteprima, come ad esempio la tracklist commentata?

– Si parte col tradizionale intro Compagni di Baal, classico intro di sole tastiere, suonate dal genio horror metal di Oleg Smirnoff, che riprende il tema dello sceneggiato.

A seguire Diogene, il primo vero pezzo suonato da noi, caratterizzato da un ritmo spezzato con interessanti aperture melodiche recitati cori femminili di mia sorella Giusy; il testo descrive una scena caratteristica del film.

Divoratori della notte, dopo un intro profondo di basso, diventa una lunga litania doom che sfocia in un mid-tempo di memoria New Wave of British Heavy Metal; finale con solo straziante di Oleg.
Si prosegue con Liliana, altro personaggio chiave del film, per un brano ballad sulla scia della PFM in vena dark.

L’oscura persecuzione è un brano heavy doom abbastanza ritmato con forti inflessioni anni ’70 e un testo che ci immerge nel quid ossessionante e claustrofobico della setta dei compagni di Baal.

Cosmochronos è un pezzo un po’ strano dal tempo circolare, quasi un’invocazione a questa fantomatica Divinità, con un bel sample finale tratto dal film.

Sogni di dominio è puro heavy metal evocativo e mediamente oscuro con interessante cambio verso la fine e le solite prese di posizione estreme degli adepti di Baal nel testo.

La caduta del conte di St.German è tenebroso macigno doom metal puro con interpretazione vocalemolto intensa, recitati e atmosfera nera; l’epilogo della faccenda nelle liriche.

Infine, Tutti i colori del buio, è un pezzo con chitarre acustiche e cantato male/female fonetico tipo colonna sonora dei film gialli horror italiani degli anni ’70.

– Ci sarà qualche collaborazione nel disco?

– No, anche stavolta è farina del nostro sacco! Non escludo in futuro possa succedere, la collaborazione artistica su un disco mi stimola molto!

– Non è la prima volta che la Black Widow Records (la famosa etichetta di Genova per cui incidono, ndr) produce un album che rende omaggio un famoso sceneggiato dei ’70…

– No, effettivamente successe diversi anni fa con la band (con membri dei Malombra) Il segno del comando, che realizzarono lo stupendo concept-album basato sullo sceneggiato omonimo del 1971 del regista Daniele D’Anza che personalmente amo alla follia! Operazione riuscitissima, lo spero anche per noi!

– Restando in tema di sceneggiati, il gotico televisivo in b/n (“Il segno del comando”, “A come Andromeda”, “Ritratto di donna velata”, “Ho incontrato un’ombra”, “Belfagor”, ecc) è una fonte d’ispirazione per voi de L’impero delle ombre?

– Ovviamente si! Quella cinematografica e degli sceneggiati televisivi dei ’60/’70 è un’influenza presente, ricercata e palpabile. Non lo nascondiamo, anzi!

– L’Italian Dark Sound. Quali sono state e quali sono le realtà più importanti di questa scena?

– Sicuramente bands come i Goblin, Metamorfosi, Il Balletto Di Bronzo, Jacula, Death SS, Paul Chain, Black Hole,The Black/Requiem, Rex Inferi, Zess, Sacrilege, Epitaph, Confraternita Del Vuoto Immenso, Witchfield, Doomenicus, Black Oath… Insomma, avrai capito che a partire dagli anni ’70 la fiamma oscura della conoscenza occulta musicale italiana non si è mai spenta e mai lo farà!

– Nel 2010, forti della pubblicazione del nuovo album, vi vedremo cavalcare i palchi d’Italia? Quali sono al momento i vostri progetti?

– Credo proprio di si! Dovremmo suonare un po dal vivo ora, diamine! E’ stato sempre il nostro tallone d’achille per i motivi chi ti ho illustrato sopra. Stavolta ad oggi abbiamo 4/5 della formazione al completo, stiamo vagliando delle persone per il ruolo di tastierista anzi, chi fosse interessato in zona Lecce si faccia avanti! Ritornando alla nuova line-up, oltre a me e al fido Andrea alla chitarra, sono entrati Andrea Ungherese alias Andrew Hungarian al basso (già mente della one man band Confraternita Del Vuoto Immenso) e Francesco Formoso alias Franch Buxom alla  Batteria (ex Borrower, Brady La Rock). Siamo realmente soddisfatti  poichè formano davvero una solidissima base ritmica!

– Grazie per avermi permesso di intervistarvi; lascio le ultime parole a voi.

– Grazie di vero cuore Marco a te ed i tuoi lettori, e’ sempre un onore per noi condividere la nostra fervente passione per la musica ed il mistero con chi ha la sensibilita di recepirla, infondo la vita ha bisogno anche di sogni per resistergli, non trovi? Long live Cementery Rock!

Marco “C’est Disco” Gargiulo per Mag-Music

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *