Nadar Solo – Un piano per fuggire

nadar solo - un piano per fuggire

nadar solo - un piano per fuggireLa band torinese giunge al secondo album e ci propone dodici tracce dove si può ritrovare tutto quello che è stato il filone emocore degli ultimi vent’anni.

Infatti ciò che viene in mente immediatamente, scorrendo i vari pezzi, sono i recenti riferimenti del genere (Finley, Ataris, ecc) e, a dire il vero, non c’è molto di più in un disco che fa della produzione la sua arma vincente con muri di chitarre, batterie potenti e una bella voce fresca e potente.

Tutto suona di già sentito ma è fatto davvero bene: melodie accattivanti e aperture in ritornelli orecchiabili e trascinanti.

La pecca più grossa è la mancanza di originalità e la ricerca di un’idea che possa fare la differenza e questo fa si che si scivoli per quaranta minuti in una banalità disarmante, dove è sempre scontato quello che succederà nei pezzi. L’unica traccia che emerge è Un’ora sola, che vanta anche uno dei migliori testi del disco (non sempre all’altezza).

In definitiva il disco piacerà sicuramente agli amanti del genere che si ritroveranno “a casa”, ma che non può puntare oltre.

È innegabile che il trio suoni bene e abbia buon gusto, ma forse bisognerebbe mettere queste doti al servizio di un po’ di creatività, che potrebbe portarli ad essere qualcosa di più che l’ennesimo gruppo che cavalca il sound del momento.

Daniele Bertozzi

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