Noyz Narcos – Guilty

coverNOYZNoyz Narcos vede tutto nero. Noyz Narcos vede la sua morte, il suo cadavere in decomposizione.

Ma chi è Noyz Narcos? Emanuele Frasca (il suo nome) è un figlio, un artista, cresciuto dalla lupa (stiamo a Roma eh) chiamata Truceklan. Mai visto in Italia un collettivo –sempre nel contesto rap- come il loro.

Due le considerazioni. La prima: la scena rap italiana sta avendo, dalla metà degli anni zero, una sorprendente risalita. Le multinazionali, in Italia, hanno fallito. Sfruttando l’ondata che si era avuta dal debutto su major di Fabri Fibra, hanno prodotto tante uscite effimere cadute subito del dimenticatoio. L’underground mostra i denti, resiste, produce. La seconda: il Truceklan è una realtà consolidata, una famiglia di talenti (vedere la compilation “Ministero dell’inferno”, tanto per fare un esempio).

Noyz Narcos contro tutti. Tutti contro tutti.

Guilty” è la terza fatica dopo “Non dormire” (2005), il capolavoro “Verano zombie” (2007) e decine di collaborazioni, ultime su tutte quelle su “Chi vuol essere Fabri Fibra?” e sul disco d’esordio di Cole (anche lui membro del Truceklan) “Quello che la gente non vuole”.

Noyz parla di sè, si apre all’ascoltatore, ci narra il suo modo di vivere, le situazioni che ha passato, la vita delle persone a lui più care (“Ho visto la sconfitta dentro gli occhi dei miei meglio amici, ho visto mille visi, bravi attrici e finte ammaliatrici”). La strada chiama, ruggisce (“La strada è scritta tra le pagine delle mie storie al margine”), il suo rap diventa un flusso di pensieri negativi, cupi, soffocanti. Le rime pesano tonnellate e squarciano la pelle fino ad arrivare al cuore e le basi, prodotte da DJ Syne e Gengis Khan, riflettono pienamente lo spirito soffocante di questo Grand Guignol dell’hip-hop contemporaneo: dure e dominanti che sembrano pugni nello stomaco (un vero e proprio marchio del Truceklan). Ma non credete che Noyz Narcos sia da solo: con lui i suoi amici Duke Montana, i Club Dogo, Cole, Marracash (nell’ottima “Grand Guignol”), Nex Cassel, Chicoria e Fabri Fibra. Un’autentica “crew del male”.

“Guilty” rappresenta la conferma, l’ulteriore passo avanti. Ancora una volta prendere o lasciare. Noi prendiamo e aggiungiamo: uno dei dischi italiani del 2010 da non perdere.

Marco “C’est Disco” Gargiulo per Mag-Music

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