Il Festival di Sanremo secondo Umberto Palazzo (seconda serata)

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Il festival di Sanremo (la seconda serata) secondo Umberto Palazzo:

Povia: Non è che mi posso ripetere su tutto, ma rispetto a ieri sera la novità è che Povia è arrivato all’Ariston in moto senza casco cinque minuti prima di salire sul palco. La canzone invece è la solita schifezza.

Noemi: Noemi, tu che porti i capelli come la Brambilla, ma che pezzo di Battisti è questo che ce l’ho sulla punta della lingua?

Enrico Ruggeri: Mentre cercavo qualcosa d’intelligente da dire su Ruggeri la mia coinquilina è passata in soggiorno e ha detto “ma come cazzo fai a sentirti sta merda?”. Non sarà Lester Bangs, ma arriva al punto.

I Tre Tenorini: Per quanto riguarda quei mostri del Trio che dire se non: “aridatece Claudio Villa” che almeno era comunista e sinceramente incazzoso e trombadòr.
Quando eravamo là (negli States) ci chiedevamo -ma dove siamo e dopo cinque minuti abbiamo capito dove eravamo.” (il quattrocchi del Trio, un genio)

Fabrizio Moro: “Faccio fatica a trovarmi un pretesto, faccio fatica a buttarmi nel cesso” ecco secondo me così era perfetta. Yo, fratello! Mi fai tornare ggiovane, mi sembra di essere tornato ai tempi delle posse. Dammi il cinque Fabrizio Moro.

Malika: Secondo me il pezzo di Malika spacca (e mi sto pure un po’ a innamorà ♥ ).

Irene Fornaciari: Ma questa Fornaciari ahimè non mi dice nulla né nel bene né nel male. I Nomadi son simpatici. Avanti un altro

(I Tre Tenorini cantano, per per l’ospite la regina Rania di Giordania, O sole mio) Il ranocchio di plastica verde che sta sulla mensola accanto alla televisione segue rapito l’intervento della regina di Giordania. Io ho fatto per andarmene e lui mi ha detto – ehi poi te lo racconto io! Ho capito solo ora che è gay.

La regina Rania ha una faccia stravolta e imbarazzata alla fine di O sole mio. Viene quasi da pensare che uno dei cantori abbia sganciato un peto formidabile durante l’acuto.

Sonohra: I biblici fratelli Zebedei fanno il tipico miracolo sanrenmese di cantare tre minuti senza dire assolutamente nulla. Un pezzo espressivo come l’acca in Sonohra.

Irene Grandi: In questa stessa arte del nulla eccelle anche Bianconi, ma con un linguaggio molto più forbito. Pessima l’interpretazione della Grandi (ma siamo sicuri che un tono sopra non si potesse fare?). Se non altro, però, ha abbandonato il make up stile “Apocalypse Now” di ieri sera.

Valerio Scanu: posso non dire niente? Sì posso, anche perché mi sono dimenticato che quello che ha fatto è una cosa che si ascolta. Sparate a Cristicchi!!!!!

Simone Cristicchi: gambizzarlo o lasciarlo in compagnia del gorilla di Brassens sperando che gli insegni qualcosa sulla sofferenza che sta dietro la vera canzone d’autore ( questa è difficile ma un dì, quando sentirete la canzone riderete e parecchio)

(siparietto con Michelle Rodriguez, protagonista di “Avatar”) a proposito, si sa già quando esce il porno remake “Kiavatar” e chi sono le star?

Marco Mengoni: Mengoni, l’arci-nemico di Batman il cui super potere è l’urlo del gatto scuoiato, sarà lupo e rondine per gli occhi miei, sarà forte e debole e mi ucciderà con la lacca per capelli.

Arisa: Arisa = Helena John Bonham Carter.

Gli esordienti… fantastico. Adoro sparare sulla croce rossa.

Nina Zilli: stai un più composta, non leggere il testo dal palmo della mano, smetti di copiare a Winehouse Amy e di mandare i bigliettini zozzi a Palma Giuliano.

Broken Heart College: Per un motivo imperscrutabile il maestro Morini teneva un campione di urina in mano e lo mostrava con orgoglio alle telecamere. Ma questi sono ancora i Sonorha! Oh! è vietato dal regolamento! Non si possono fare due canzoni anche se cambi la parrucca! Squalificateli!

L’amaro da tre euro del Lidl comincia a darmi le allucinazioni.

Mattia De Luca: mi sembra Luca Barbarossa che fa le cover dei Coldplay.

Luca Marino: è il nuovo Bob Dylan (è l’amaro del Lidl che parla).

Son contento per la Zilli. Bella gnocca.

Cari amici, domani non sarò con voi, ma mi potete trovare presso Betty Ford Center – Alcohol And Drug Rehabilitation – Rancho Mirage, California – (800) 434-7365 – solo ore pasti. Per questa sera però sono ancora qui, ad oltranza!

Umberto Palazzo per Mag-Music

Da un’idea di Marco “C’est Disco” Gargiulo

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