Elisa – Heart

elisa_-_heart_(2009)-front Tante volte basta un semplice sguardo per capirsi, la stessa cosa capita nella musica quando conosci un’artista e in un attimo di magia arrivi a capire che questa persona ti darà tanto. Elisa Toffoli è stato il mio colpo di fulmine musicale.

Una delle rarità italiane che, nel mondo dei cantanti affermati, riesce a distinguersi per via di una creatività che non ha nulla da spartire con il mondo di cui, in teoria, fa parte. In realtà il mondo di Elisa è un altro, è un mondo sconosciuto alla massa, sconosciuto alle teenagers che impazziscono per cantanti che hanno più da mostrare che da far sentire, è un mondo fatato dove la natura, la sensibilità, l’amore puro verso le persone care ha il predominio.

Finalmente dopo una lunga attesa possiamo parlare di un nuovo album, “Heart“, che vede il suo ritorno in grandissimo stile. Chi non ha sentito nulla non si lasci confondere dai primi due singoli, cantati in italiano, uno dei quali Ti vorrei sollevare trasmesso tantissimo su tutte le radio e che vede la presenza dell’amico Giuliano Sangiorgi (Negramaro).

Come dicevo, non lasciatevi ingannare da questi due modesti brani che, seppur gradevoli, non raggiungono la qualità superlativa delle altre tracce. Si capisce sin dall’iniziale Vortexes che quest’album sarà uno dei più belli realizzati dalla ragazza di Monfalcone: la produzione è più che ottima, l’esecuzione dei brani è impeccabile, e gli arrangiamenti sono più che azzeccati. Insomma, è veramente arduo trovare una nota fuori posto in questo fantastico album! Impossibile rimanere fermi di fronte al grandioso ritmo dei due brani più veloci e dinamici, This Knot e Your Manifesto; i brani più lenti e melodici però non sono da meno, The Big Dipper e Poems By God rappresentano, infatti, una sensibilità che solo Elisa può vantare.

La sublime Someone To Love ci porta in territori “americani” (ma questa non è una nota assolutamente negativa), e che dire di Coincidences? Il coro che si scatena nel ritornello è una vera genialata. L’apice deve ancora arrivare e lo riconosco quando parte la stratosferica Lisert: difficile da descrivere, uno dei chorus più belli che abbia mai sentito in assoluto, si ripete per tante volte nel finale quasi non bastasse mai, e noi ne vogliamo ancora, vogliamo ancora altri capitoli di questa umile, onesta, e geniale ragazza, perché di musica del genere non si è mai sazi!

Bloody Hansen per Mag-Music

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