Kasabian – Alcatraz, Milano 12/02/10

Perfetto.

E la recensione potrebbe già finire qui…

Già, perché quando ti trovi a vivere un concerto del genere non hai più nulla da chiedere alla band sul palco.

Che genere di concerto?

Quelli “perfetti” appunto, dove la band spazza via e fa saltare anche le ultime fila: si diverte e ti fa divertire, ballare, applaudire, urlare per novanta minuti per poi sparire nel backstage e lasciarti stordito e disorientato in sala.

Ore 21.30 e i Kasabian entrano in scena sparando subito a mille Mothman (non certo il brano più conosciuto della band), poi via tra singoloni e pezzi dall’ultimo fortunatissimoWest Ryder Pauper Lunatic Asylum”.

Quando ti riversano addosso pura adrenalina acida da rave party oppure momenti più soffusi e delicati, sono impeccabili e veri: trasmettono qualcosa che si vive solo ai concerti delle grandi band e i Kasabian lo sono a tutti gli effetti (tralasciando tutti i commenti da N.M.E. sull’essere eredi degli Oasis e dei Primal Scream o roba simile; loro sono semplicemente i Kasabian e questo basta!)

È tutto semplicemente grandioso. Pizzorno guida la band alla grande come ti aspetteresti da un grande leader, Meighan è un animale da palco e il resto della band pesta da paura e va avanti come uno schiacciasassi.

Siamo già alla conclusiva L.S.F. e l’unica cosa che vorresti fare è essere all’Estragon per la data bolognese del giorno dopo.

La prova live è superata a grandi voti e non mi capacito di come in Italia non riescano davvero a sfondare alla grande, ma poco importa.

Immensi.

Daniele Bertozzi per Mag-Music

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