Avi Buffalo – s/t

Cosa succede se cinque ragazzi poco più che diciottenni fondano una band? Il più delle volte si mette in piedi qualche demo e una manciata di concerti, poi stop. Altre volte, grazie a bravura, stile e sublimi capacità compositive si raggiunge un certo hype e ti ritrovi a girare mezzo mondo dopo aver sfornato un album che si classifica tra i migliori dell’anno. È questo il caso di Avigdor Zahner-Isenberg e il resto della sua band, gli Avi Buffalo, tirati in ballo addirittura dalla famosa Sub Pop.

Tra giocosi ricami indie-pop multicolore passati al setaccio con una buona dose di psych-folk molto sixties con richiami al miglior surf-pop degli anni che furono, gli Avi Buffalo, con l’omonimo album, ci regalano un gioiellino da tenere caro, molto caro. I rimandi sono tantissimi: sembra di ascoltare gli Shins e i Band Of Horses che giocano a dama con le schitarrate tipiche dei Wilco e le incursioni psichedeliche dei Mercury Rev. Il tutto dolcemente lo-fi, anche nei momenti più acustici, dove è impossibile non notare la presenza musicale di nuovi portabandiera come Fleet Foxes e Grizzly Bear.

Come avrete capito, c’è davvero di tutto in quest’album: simpatiche composizioni che spruzzano felicità da tutti i pori (Truth Sets Ino anche il singolo, cantabilissimo, What’s In It For); ci sono ninne-nanne per quegli adulti che ancora si divertono a guardare capolavori Walt Disney, ascoltate a tal punto Coaxed o la pseudo-filastrocca Summer Cum. E come non rimanere a bocca aperta davanti ad una ballata strappalacrime come Jessica, o la finale Where’s Your Dirty Mind, che appunto sa tanto di saluti. Oppure provate a rimanere impassibili davanti a Remember Last Time, che con la sua coda strumentale toglie il fiato anche ai più imbronciati.

Insomma, in preda all’euforia dell’ennesimo ascolto di un album talmente piacevole, concludo col dire che “Avi Buffalo” è una sorta di agglomerato di quanto meglio sia stato fatto nell’ultimo decennio in questo genere, ma anche nei vecchi anni (infatti le “onde da surf” di Brian Wilson e soci sono vicinissime).

Avi Buffalo sa di fiori già sbocciati e di estate, ancor più dei bagnanti che affannosi si mobilitano verso la costa. Meraviglioso.

Davide Ingrosso per Mag-Music

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