The Calorifer is very Hot – Savoir Fest, Rovigo 19-08-10

La prima volta che ho sentito il nome di questo gruppo ho pensato alla mia terribile professoressa di educazione tecnica delle medie, perché non diceva mai termosifone, bensì calorifero. A dir la verità, diceva “calovifevo” ma vabbè, tralasciamo.
Con la sua immagine in testa mi dirigo verso un paesino in provincia di Rovigo e mi ritrovo in un ritaglio di verde impestato di zanzare, con le classiche bancarelle degli indiani e il chiosco della birra. Perfect.
Prima dei The Calorifer is very Hot, suona un gruppo il cui nome mi è ancora ignoto e che ha il compito di attirare gente sotto il palco. Impresa riuscita: la gente si avvicina, l’atmosfera è carina.
I TCIVH portano sul palco un paio di chitarre, batteria, basso, contrabbasso, tamburelli, tastierina e vari oggetti con sonagli, oltre al loro genuino pop rock che coinvolge il pubblico. Nonostante il trio sembri un po’ sfiancato e con sempre meno energia, la musica rimane sempre di qualità abbastanza elevata e rimbalza tra il puro rock’n’roll e l’indie pop con le tastierine, tra una ballata semiacustica e sfumature “altre”. C’è un po’ di tutto, un mix inaspettato di generi che ben si accozzano in questo contesto. O meglio, che i Calorifer sanno ben accozzare.
Il concerto, che alterna brani e dialogo con il pubblico (nel quale sbuca pure un certo Giorgio Canali), diventa così un’oretta di divertimento per le orecchie e per lo spirito.
Ero troppo presa bene per ricordarmi di essere “in servizio” e mi sono scordata di arraffare la scaletta, ma posso dire con certezza che la maggior parte dei brani è tratta dal loro debutto “Marzipan in Zurich“, anche se non è mancata neppure qualche chicca del prossimo lavoro.
Ricordiamoci di tenere d’occhio questi giovani: sanno sorprendere.

Foto di Federica Bellinato

Michela “Mak” De Stefani per Mag-Music

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